«Pultroppo non venirono». «L’altro giorno ho fatto la ceretta al linguine». «Gli ho detto che è molto bella». No, chi scrive non è impazzita, sta solo facendo il suo mestiere di cronista: riportare i risultati- evidentemente tragici - di un’indagine che fotografa l’ignoranza degli italiani e disegna una galleria degli strafalcioni da Oscar, di supposizioni imbarazzanti e convinzioni infonda te.
Tutto ciò, tradotto nella freddezza dei numeri, vuol dire che quasi 7 italiani su 10 (68%) litigano con la grammatica e commettono errori inquietanti nello scritto, ma anche nel parlato. Un problema che secondo gli esperti è anche frutto dell’abuso di internet e dell’uso di neologismi e anglicismi che hanno reso gli italiani incapaci di scrivere e di formulare un ragionamento sensato nel proprio idioma. “Qual’è”, “propio”, “avvolte”, “al linguine” senza dimenticare “c'è ne” e “c'è né”... e così via, di errore in errore si prosegue in questa galleria degli orrori.
È la fotografia inquietante di un’indagine (che Libero pubblica in esclusiva) condotta da Libreriamo (www.libreriamo.it) il media digitale dedicato ai consumatori di cultura - realizzata su circa 1600 italiani tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui blog, forum e i principali social network e coinvolgendo un panel di venti esperti tra sociologi e letterati per capire quali sono i principali errori grammaticali, le cause di tali strafalcioni e scoprire cosa è consigliato fare per ridare dignità alla nostra amata lingua.






