E meno male che la Terra dei fuochi è un’emergenza su cui tutti (soprattutto a sinistra) si esercitano in dotte considerazioni retoriche e populiste. Capita però che un piromane, sorpreso a incendiare 25 sacchi di scarti tessili, venga sì arrestato dai carabinieri, ma scarcerato dal giudice delle indagini preliminari in nome di un poco rituale senso di garantismo.

Succede nel cuore dell’area diventata tristemente famosa per i roghi che riempiono di diossina l’aria, l’acqua e la terra. Più precisamente alla periferia di Caivano, il Comune che ospita il famigerato Parco Verde. Tra campi trascurati e discariche abusive che spuntano un po’ ovunque, un rogo sprigiona una nuvola nera. Tutt’attorno è il deserto, si legge negli atti della polizia giudiziaria.

In un attimo si scatena l’inferno. Sterpaglie in fiamme, cumuli ordinati di scarti tessili, tubi metallici, residui di gomma industriale: quintali di rifiuti sistemati come fossero in attesa di essere prelevati e portati in discarica che prendono fuoco. E non certo per autocombustione. Le telecamere dell’innovativo servizio di controllo dell’area riescono a immortalare un suv che arriva a tutta velocità, un uomo (57 anni, di Acerra, Cuono T., classe ’68) che accende la miccia e poi si allontana.