La Terra dei fuochi fuma ancora. Lo afferma Raffaele Cantone, procuratore di Perugia ed ex presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, parlando a margine di un convegno a Napoli. "Non conosco i dati, ma abito nel territorio e l'impressione è che certamente abbiamo fatto passi avanti ma non abbiamo ancora risolto il problema".

Cantone supporta la sua denuncia con l’esperienza diretta. "Io continuo a vedere da casa mia, ad esempio, i fumi dei rifiuti bruciati – spiega il magistrato – e non mi risulta che le ecoballe siano state tolte dai luoghi in cui sono presenti. Ci sono ancora sversamenti illegali. Non mi risulta che la Resit sia stata messa completamente a norma. Non mi sembra si siano fatti enormi passi avanti”.

Qualcosa è cambiato rispetto al passato, come ammette Cantone: “Certo rispetto al passato c'è una diversa consapevolezza, una sentenza importante, ma siamo purtroppo ancora in una fase iniziale, importante ma iniziale".

Terra fuochi, Cantone: "C'è nuova consapevolezza, ma pochi passi avanti"

Cantone fa riferimento alla condanna inflitta all’Italia nel gennaio scorso dalla Corte europea dei diritti umani per aver messo a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi, l'area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta dove vivono 2,9 milioni di abitanti. Basteranno? "Sono cattolico, credo nei miracoli" la risposta del magistrato.