(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Scivola a Piazza Affari il titolo della Juventus Fc -6,05%
, dopo l’aumento di capitale “lampo” da 97,8 milioni di euro concluso stamattina. La quotazione si è allineata al prezzo di emissione delle azioni fissato a 2,58 euro per azione all’esito del collocamento (sconto del 4,8% sul prezzo di chiusura della vigilia), riportandosi sui livelli del 20 febbraio scorso, quando aveva registrato un calo del 12% dopo l’eliminazione della squadra bianconera dalla Champions League.
Nel dettaglio, la società ha completato il collocamento riservato a investitori istituzionali tramite accelerated bookbuilding di 37.912.181 azioni ordinarie, pari a circa il 9,1% del capitale. Exor, azionista di controllo con il 65,4% del capitale, ha sottoscritto integralmente la propria quota, così come Tether (11,5%), mentre gli investitori istituzionali hanno assorbito circa 8,8 milioni di azioni. A valle dell’operazione - finalizzata a rafforzare la struttura patrimoniale e a sostenere il nuovo Piano Strategico - il capitale sociale salirà a 417 milioni di azioni ordinarie.
«L’aumento di capitale si inserisce nel percorso di riequilibrio finanziario di Juventus, volto a sostenere gli investimenti sportivi, rafforzare il brand e ridurre gradualmente l’indebitamento», scrivono gli analisti di Intermonte, spiegando che dal punto di vista di Exor, «l’operazione non altera in modo significativo l’impegno economico complessivo», in quanto Juventus pesa circa il 2% del Nav (valore netto degli attivi) della holding della famiglia Agnelli-Elkann. L’iniezione di capitale «è quindi marginale nel contesto del portafoglio della holding». Inoltre, «la partecipazione pro-quota da parte di Exor era attesa e coerente con la preservazione del controllo e con la volontà di evitare qualsiasi diluizione». Il titolo di Exor è stabile ad Amsterdam a 70,4 euro. Intermonte conferma rating "Outperform" con target price a 130 euro. Exor tratta attualmente con uno sconto pari a circa il 50% sul Nav, che «riteniamo eccessivo rispetto alla qualità e alla diversificazione del portafoglio, nonostante il complesso contesto macroeconomico».







