Dopo le polemiche, l’infinito iter, la corsa contro il tempo e l’omologazione a tempo di record in vista delle Olimpiadi, sulla rinnovata pista “Eugenio Monti” di Cortina si assegnano finalmente i primi punti e si gareggia davvero dopo 18 anni. Sarà lo skeleton a inaugurare la nuova vita del budello intitolato al Rosso Volante, 6 medaglie olimpiche nel bob, di cui due argenti conquistati sulla pista che avrebbe portato il suo nome. Lo skeleton inaugura la sua Coppa del mondo proprio a Cortina. Sabato, poi, toccherà al bob. Nei giorni scorsi si sono svolte alcune gare di qualificazione ai Giochi di slittino. Sono state circa 120 le discese in queste giornate, con atleti provenienti da 30 paesi. Rispetto alla vecchia pista, la nuova è più lunga di circa 100 metri e presenta 16 curve contro le 11 della vecchia. Da oggi si fa davvero sul serio.

Lo skeleton ai Giochi

Lo skeleton, ossia lo slittino con il capo rivolto a valle e il mento a pochi centimetri dal ghiaccio, è tornato disciplina olimpica dal 2002, dopo un’assenza di 54 anni. L’ultima edizione prima del lungo vuoto, quella di Sankt-Moritz 1948, portò all’Italia il primo oro della sua storia ai Giochi olimpici invernali, quello del valtellinese Nino Bibbia. Mai più medaglie, poi, nello skeleton olimpico. Due azzurri in tempi recenti, Valentina Margaglio e Amedeo Bagnis, hanno però portato l’Italia a vincere prove di Coppa del mondo. Entrambi saranno al via sulla Eugenio Monti.