"Sogno forse l'oblio, di cercare di tornare alla normalità, ma vedremo quanto sarà possibile". Andrea Sempio, ospite di Bruno Vespa prima a 5 minuti e poi a Porta a porta mercoledì sera su Rai 1 e si difende: non è stato lui a uccidere Chiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007 a Garlasco. L'assassino, peraltro già condannato in terzo grado, è stato il suo fidanzato Alberto Stasi. Tuttavia, da inizio 2025, anche l'amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, è indagato nuovamente dalla Procura di Pavia per "concorso in omicidio".
"Finché si tratta di lanciare suggestioni o buttare fango la macchina dei media si impegna parecchio... - recrimina il 37enne -. Se non fosse per l'assalto dei media io non ho paura, non mi vergogno di girare per strada. E' un peso avere gli occhi addosso, ma io non ho nulla per cui io mi devo nascondere".
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Dopo una doppia archiviazione, da qualche mese è di nuovo sotto i riflettori ma la sua versione non cambia. Gli elementi contro di lui, sentito per la prima volta subito dopo il delitto (come tutti gli amici di Marco), poi nel 2008 quando consegna lo scontrino del parcheggio di Vigevano sono sempre gli stessi dal 2017 quando le indagini difensive di Stasi puntano su lui. "Quello che mi stupisce è che non sono l'unico che ha portato qualcosa" quando viene sentito dai carabinieri. "C'è chi ha portato altri scontrini, c'è chi ha portato il passaporto, chi le timbrature del lavoro, chi i movimenti del bancomat", sottolinea da Vespa, ricordando di aver conservato il tagliando vista l'attenzione intorno all'omicidio.








