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Scopriamo l'eccitazione non più per gli azzurri ma per Modric contro Calhanoglu o Pulisic contro Lautaro

In attesa di studiare l'esercito biancoverde irlandese torniamo sui libri di scuola nostra e stranamente, si fa per dire, scopriamo l'eccitazione non più per gli azzurri ma per Modric contro Calhanoglu o Pulisic contro Lautaro, inoltre Vlahovic affronta De Gea e Hojlund cerca riscatto contro Lookman, dunque le chiacchiere stanno a zero, il campionato di calcio italiano dovrebbe cambiare nell'insegna l'aggettivo, da italiano a internazionale, perché così stanno le cose di campo, questa è la sostanza del football di serie A e a cadere nelle altre leghe, territorio libero di immigrazione, oltre il 66 per cento non risulta all'anagrafe di passaporto italiano. Sovranismo? Patriottismo d'accatto? No, semplice riassunto di quello che sta vivendo Gattuso alla prese con un mercato interno poverissimo, rispetto al passato di calciatore del cittì, al suo mondiale del 2006, lontano appunto un ventennio, quando gli stranieri erano sempre molti ma portavamo i cognomi di Ibrahimovic, Thuram padre, Vieira, Emerson, Trezeguet, Nedved, Kakà, Shevchenko, Stam, Seedorf, Ronaldo, Figo, Mihajlovic al confronto dei quali gli strangers di oggi sono comparse.