Rimettere ordine, ricucire i fili del pensiero e rimettere al centro la persona, in un ecosistema tecnologico che corre più veloce, talvolta persino del buon senso. Nasce così Polisophia, la nuova Community per l’innovazione responsabile. Un nome che sa di antica sapienza e di piazze greche, ma che guarda dritto al 2025 e al dilagare dell’intelligenza artificiale.
L’idea è del professor Ruben Razzante, giurista attento ai temi dell’informazione e dei diritti digitali. “Il termine Community – spiega - designa per noi uno spazio vitale di incontro e connessione, in cui la multidisciplinarità e la trasversalità delle esperienze non sono un elemento secondario ma risorse primarie e strategiche per la generazione di saperi condivisi. Polisophia è un nome dalla forza evocativa: unisce l’idea di Polis, la città, la comunità, lo spazio di confronto pubblico, con Sophia, la sapienza. Parla di pensiero incarnato nella realtà, di dialogo, di bene comune, suggerendo un orizzonte di partecipazione e di ricerca condivisa. Racconta una visione del mondo fondata su relazioni, pensiero critico e responsabilità”.
È un programma ambizioso, che va oltre il classico “pensatoio”. Polisophia vuole essere una rete stabile, un luogo dove imprese, accademici, associazioni e professionisti si confrontano non per certificare il futuro, ma per capirlo e governarlo. E la prima edizione non poteva che essere dedicata all’Intelligenza Artificiale, il convitato di pietra di ogni dibattito sul lavoro, sulla competitività e sui diritti.







