Un anno sofferto per il vino e per il Brunello di Montalcino, con la crisi e i dazi a frenare vendite ed export. E con la Francia, in particolare Bordeaux che prova a fare concorrenza spietata, abbassando i prezzi delle etichette più prestigiose, anche sul complesso mercato americano. Ma, nonostante ostacoli e congiuntura economica negativa, il Brunello vive un buon momento. Non solo perché l’annata presentata in anteprima in questi giorni a Montalcino, la 2021, appare di ottima qualità. Ma anche perché al 31 ottobre l’andamento delle vendite ha recuperato terreno rispetto a primavera estate e ha eguagliato i dati 2024. E sono molte le iniziative che il Consorzio sta mettendo in campo, dall’aumento della promozione negli Stati Uniti con eventi e joint venture con la Napa Valley all’enoturismo con il coinvolgimento del territorio. Basti dire che Per ogni volta che a Montalcino viene aperta una bottiglia di Brunello si genera un impatto positivo sul territorio di 117 euro, il quadruplo rispetto al valore di una bottiglia di vino. Lo racconta a Il Gusto Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, in occasione del festival Benvenuto Brunello.
Il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei









