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Ultimo aggiornamento: 12:38
Dopo venti minuti di colloquio al Quirinale tra Meloni e Mattarella la parola d’ordine che, in serata, si triangola da Palazzo Chigi, Colle e Fratelli d’Italia è una: “Il caso è chiuso“. Si capirà nei prossimi giorni se la tregua si tradurrà in pace dopo il caso delle frasi pronunciate (e pubblicate da La Verità) dal consigliere del Capo dello Stato Francesco Saverio Garofani. Intanto i contorni della vicenda vengono pian piano chiariti ma rimangono ancora molti dubbi, a partire dalla fonte dell’articolo pubblicato dal giornale diretto da Maurizio Belpietro. Ma anche la possibile esistenza di una registrazione audio di quelle frasi sul presunto “piano anti-Meloni” che ha provocato la reazione di Fratelli d’Italia e l’immediata replica irritata del Quirinale.
Mercoledì, in un’intervista al Corriere della Sera, Garofani ha confermato le sue parole anche se ha cercato di minimizzare: “Era una chiacchierata in libertà tra amici”. Ma dove e quando è avvenuta? Il contesto è un ristorante della Capitale, Terrazza Borromini, con affaccio su piazza Navona. Vicino al consigliere di Mattarella per gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa c’erano tre o quattro persone, intorno altri 4-5 tavoli in una sala interna, non riservata. Una cena alla quale hanno partecipato alcune delle persone che avevano poco prima preso parte a un evento di solidarietà organizzato da Luca Di Bartolomei, per l’associazione intitolata a suo padre Agostino (ex campione della Roma), che offre borse di studio ai giovani in difficoltà, per farli studiare e praticare sport. Tanti i volti noti che hanno partecipato al convegno al Tempio di Adriano. Come riporta Repubblica, c’erano il conduttore di Di Martedì Giovanni Floris, il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, manager e giornalisti. C’era anche Lando Maria Sileoni, recentemente intervistato da Panorama – diretto, come La Verità, da Belpietro – e presentato come “indiscusso leader della Fabi, il più potente sindacato dei bancari italiani”.











