Vacanze romane? Troppo poco: Vacanze italiane. Greta Thunberg non è Audrey Hepburn – diamo subito questa notizia – e non s’accontenta di girovagare per la capitale, dov’è attesa il 29 novembre per lo sciopero generale proclamato dall’Usb, l’Unione sindacale di base che vuole sorpassare a sinistra Landini, non il trattore ma il segretario della Cgil. Il giorno prima, col medesimo pretesto, Greta sarà a Genova. Il 25 invece, martedì prossimo, ha un doppio appuntamento a Firenze: si parte con il collettivo Gkn per la proiezione del documentario di “The Cost of Growth”, che non è la Corrazzata Potëmkin, nonostante vi reciti pure l’ambientalista svedese; l’indomani non si può mancare all’assemblea “Genocidio, riarmo, catastrofe climatica” (non spingete).

E però la prima tappa del tour gretino è prevista già per domani, sebbene il programma sia ancora incerto. Un attimo: prima chiariamo anche che Angelo Bonelli non è Gregory Peck, anche se Roma la conosce bene. Ora possiamo dare conto che domani la signorina Thunberg, ormai 22enne, sarà a Verona per inneggiare alla “Palestina libera”, “Free -Free Palestine”, “From the river to the sea”, ovvero la cancellazione di Israele dalla faccia della terra. Bene, cioè male, cioè Greta Thunberg. L’ambientalista che per non sparire s’è convertita alla causa anti-occidentale vorrebbe parlare all’Università di Verona, alla facoltà di Lettere e Filosofia, sennonché l’ateneo le ha negato la sala. Il motivo è semplice e per questo incomprensibile per una parte della sinistra: domenica e lunedì in Veneto si vota per le elezioni regionali e l’evento, un comizio politico che tra gli organizzatori ha un candidato di Avs, vìola in pieno la norma sulla par condicio, che ovviamente le Università devono rispettare.