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Ultimo aggiornamento: 9:32
Il collettivo Tamr ha chiesto all’Università di Verona un’aula per ospitare un’assemblea con la presenza dell’attivista svedese Greta Thunberg, ma le autorità accademiche hanno detto di no, per ragioni elettorali. In riva all’Adige scoppia il caso, con polemiche, accuse, persino scontri interpretativi dei regolamenti di Ateneo e della legge in materia di par condicio. Come risposta, il collettivo si è detto pronto ad occupare gli spazi al Polo Zanotto, così da dar corso ugualmente all’incontro, a cui dovrebbero partecipare il veronese Simone Zambrin, che è stato a bordo della Global Sumud Flotilla, e Maya Issa, rappresentante del movimento studenti palestinesi. La prova della verità si avrà il 21 ottobre nell’aula T8.
Tamr ha chiesto l’agibilità per un’assemblea l’11 novembre, rispettando i 10 giorni di anticipo richiesti dalle autorità accademiche in un’altra occasione. Il 14 novembre c’è stato un incontro in Rettorato. Gli studenti hanno rimarcato l’articolo 1 dello Statuto dell’Ateneo, secondo cui “l’università promuove una cultura di pace, di rispetto dei diritti umani, della dignità della persona umana, di pluralismo delle idee e di valorizzazione delle differenze… tutela la piena libertà di pensiero”. Da parte dell’Università sono state sollevate obiezioni riferite alla possibile presenza di un candidato alle regionali per Alleanza Verdi Sinistra, e ad un post degli organizzatori che collegava la manifestazione a uno sciopero proclamato per il 28 novembre. Dopo aver modificato il post, i promotori pensavano che tutto si fosse chiarito.







