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Jacopo Bonvicini fa rivivere con sentimento la leggenda di un programma che ha unito il Paese. E non solo
Per generazioni di boomer è stato lo spartiacque della giornata (nonchè dell'adolescenza). "A letto dopo Carosello" la frase-guida che, in tutte le case, eleggeva il programma pubblicitario della Rai a segnale della ritirata dei bambini. A quel titolo-totem, alle sue immagini e al suo mondo, si ispira Carosello in love: film tv diretto da Jacopo Bonvicini, che vedremo domenica 30 su Rai 1 "e che è un omaggio all'immaginario con cui Carosello per vent'anni, dal 57 al 77, fece da specchio alla società per la quale produceva i propri sketches", riassume Matteo Rovere, produttore della Groenlandia assieme a Rai Fiction. Sullo sfondo della creazione e dell'evoluzione del popolarissimo programma, infatti, si snoda la storia d'amore fra Laura, "Una rivoluzionaria, per i suoi tempi la descrive l'interprete Ludovica Martino- perché sogna di lavorare in Rai contro il parere del padre, che la vorrebbe casalinga e maritata", e Mario, "un giovane regista che sogna di diventare il nuovo Truffaut dice il suo interprete, Giacomo Giorgio- mentre invece deve ridursi a dirigere gli spot per Carosello". Intorno ai due un'Italia che, a cavallo del boom economico, cambia talmente in fretta da non dar loro il tempo di dar corpo al proprio sentimento. "Litigando e riappacificandosi i due ci metteranno i vent'anni di Carosello, e altrettanti di esperienze diverse e diversi passi falsi, prima di unirsi veramente.






