Shanghai, 19 nov. (askanews) – Mezzo milione di biglietti aerei tra Cina e Giappone annullati in pochi giorni. È l’ultimo segnale tangibile di una crisi diplomatica che si sta allargando e che ha già effetti sul turismo e sui rapporti economici tra i due Paesi.
La tensione nasce dalle parole della nuova premier giapponese Sanae Takaichi, che il 7 novembre ha ipotizzato un intervento militare giapponese a difesa di Taiwan in caso di attacco. Una dichiarazione che Pechino ha giudicato provocatoria e diretta contro la propria sovranità sull’isola.
La reazione cinese è stata immediata. L’ambasciata a Tokyo ha parlato di affermazioni inaccettabili. E il console cinese a Osaka, in un messaggio poi cancellato, ha minacciato di “tagliare quella sporca testa senza la minima esitazione”. Subito dopo, i due Paesi hanno convocato i rispettivi ambasciatori.
Tokyo ha risposto invitando i propri cittadini in Cina alla prudenza. L’ambasciata giapponese a Pechino raccomanda di prestare attenzione all’ambiente circostante ed evitare i luoghi affollati o associati alla presenza di giapponesi. Indicazioni emesse, spiega il governo, dopo una valutazione complessiva della situazione di sicurezza.
Sul piano diplomatico, a Pechino il responsabile giapponese per l’Asia-Pacifico, Masaaki Kanai, ha incontrato il suo omologo cinese Liu Jinsong. La Cina ha ribadito le sue decise proteste per le parole della premier Takaichi. E Tokyo ha invitato Pechino a moderare i toni.











