Qual è lo stato di salute dei libri in Italia? La questione ha un certo rilievo, se è vero – com’è vero – che in tutto il mondo i paesi più avanzati registrano un alto numero di lettori. Del ruolo dei libri e dei lettori parleremo domani alle 18,30 alla libreria Laterza di Bari con Giovanni Solimine, che ai libri e alla lettura ha dedicato tutta la sua vita, insegnando biblioteconomia all’Università La Sapienza di Roma, scrivendo libri su cosa e come leggono gli italiani (e in particolare i giovani) e presiedendo da qualche anno il più prestigioso premio letterario italiano, il Premio Strega. Insieme a lui interverranno una libraia, Maria Laterza, e Orietta Limitone, presidente dell’associazione Presidi del Libro che da più di vent’anni mobilita tante persone nei gruppi di lettura in Puglia e non solo.
Partiremo dai dati contenuti nel rapporto pubblicato dall’Associazione italiana editori tre settimane fa. Dati che ci dicono molte cose interessanti e poco note. Ad esempio che i giovani leggono più libri degli adulti. Così è sempre stato anche in passato, ma nell’epoca dei social non è affatto ovvio… Altro dato significativo è che gli italiani (giovani compresi) preferiscono leggere su carta: i cosiddetti eBook – che vent’anni fa si riteneva avrebbero scalzato il libro tradizionale – incidono sul mercato per pochi punti in percentuale. Notevole poi, in un’epoca come la nostra schiacciata sul presente, è la durata dei libri: due su tre dei libri venduti nel 2024 sono di “catalogo”, cioè pubblicati negli anni precedenti, per non parlare dei “classici” (di narrativa ma anche di filosofia) che da sempre occupano una posizione importante sul mercato e che ancora oggi sono molto letti anche tra i giovani.








