"Questi fatti sono drammatici e suscitano grande costernazione, ma purtroppo non sono eventi rarissimi.

Storicamente, gli omicidi-suicidio si sono verificati in numerose occasioni e possono avere cause molto diverse". Così Guido Di Sciascio, presidente della Società Italiana di Psichiatria (Sip), ha commentato all'ANSA gli ultimi fatti di cronaca avvenuti in Salento, dove madre e figlio sono stati trovati morti, facendo ipotizzare un omicidio-suicidio.

L'episodio arriva pochi giorni dopo un caso simile avvenuto a Trieste. "Non si tratta di un fenomeno nuovo", spiega Di Sciascio, "casi come questi possono verificarsi in rapida successione in diverse aree del Paese, senza che vi sia necessariamente un legame diretto tra di essi". Secondo il presidente della Sip, in assenza di dati clinici precisi, tra le motivazioni più comuni ci sono forme gravi di depressione e dinamiche familiari complesse. "A volte si tratta di dissidi genitoriali, altre volte di una grave depressione della madre che può sfociare in gesti estremi. In alcuni casi, l'omicidio del figlio precede il suicidio della madre, come tentativo "aberrante" di preservare, proteggere la propria prole. Ma ogni situazione va analizzata singolarmente, sulla base di dati clinici concreti". Di Sciascio ha sottolineato anche l'imprevedibilità del fenomeno: "il suicidio può essere impulsivo; non sempre è il risultato di mesi di sofferenza premeditata. Spesso le persone sembrano vivere momenti di normalità fino all'ultimo giorno".