L'Italia ha riaffermato l'impegno a sostenere i giornalisti e le istituzioni che svolgono questo "essenziale servizio pubblico" in un evento alla Cop30.
Il Padiglione Italiano ha ospitato l'incontro "Climate Comms and Environmental Journalism: Impacts and Innovation", promosso dalla Earth Journalism Network (EJN)—una rete globale che dal 2017 collabora con lo Stanley Center —per riaffermare con forza il ruolo cruciale dei media nella lotta per la verità e la trasparenza sulla crisi climatica.
Ad aprire i lavori è stato il direttore generale Alessandro Guerri (ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) , che ha sottolineato come l'ospitalità italiana sia un chiaro impegno strategico per "una corretta e trasparente informazione".
Guerri ha definito il ruolo del giornalismo come "non solo un'opzione, è fondamentale" nell'era della disinformazione, ribadendo l'impegno dell'UE e dell'Italia nel fornire gli strumenti per "gestire la complessità e distinguere i fatti".
La Climate Change Media Partnership (Ccmp) ha supportato oltre 450 giornalisti fin dalla COP15 di Bali , i quali hanno prodotto più di 3.700 articoli solo dai Summit climatici. Le inchieste supportate da EJN hanno portato secondo l'organizzazione a risultati tangibili, come nuove leggi in Uganda e Vietnam contro l'estrazione illegale di sabbia e il blocco del disboscamento nelle Isole Salomone.







