Tutti i sondaggi sul tema concordano: in Italia circa tre minori su quattro con meno di 15 anni ha uno smartphone e la quasi totalità si connette a Internet quotidianamente. Da tempo la tecnologia permea ogni giorno la società con conseguenze da monitorare attentamente, soprattutto negli adolescenti. Se, da una parte, crescono le opportunità di intrattenimento, di gioco e di informazione, dall’altra sono ben tangibili le difficoltà in termini di concentrazione, di riposo e di socializzazione.

Negare il digitale non è la soluzione

Secondo SaveFamily, produttore spagnolo specializzato in tecnologia per minori, il 68% dei bambini inizia a utilizzare Internet prima degli 11 anni e il 15,3% lo fa prima dei cinque anni. E, fattore ancora più importante, il 53% dei genitori percepisce da subito conseguenze emotive come irritabilità, ansia o frustrazione, non appena è impedito l’uso del dispositivo.

Inoltre, sempre secondo SaveFamily, il 37,8% delle famiglie ritiene che l’uso del digitale abbia danneggiato il rendimento scolastico dei propri figli e solo il 4,7% delle famiglie indica il contrario.

Dunque, tra l’impedire completamente l’accesso al digitale e lasciare la massima libertà di utilizzo, sarebbe opportuno individuare una strategia alternativa. Sempre secondo SaveFamily, la domanda di smartwatch per bambini è cresciuta del 40% negli ultimi tre anni. Con prodotti di questo tipo si riuscirebbe a ritardare la consegna del primo smartphone da uno a due anni e mezzo.