Si muore in casa, in Ucraina, bruciati vivi a centinaia di chilometri dal fronte poco prima che suonasse la sveglia. Mentre a Istanbul il presidente Zelensky e il presidente turco Erdogan cercano una nuova via per la pace, il massacro di Ternopil è il più grave in una notte terribile di attacchi russi che ha fatto alzare nuovamente in volo i caccia romeni e quelli polacchi per il rischio di nuovi sorvoli: almeno 20 morti in un palazzo sventrato, e ci sono ancora feriti gravi e squadre al lavoro tra i calcinacci.

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