Appartamenti a fuoco, carcasse di droni in strada, barelle che trasportano feriti. Scene di vita quotidiana a Kiev, la capitale ucraina presa di nuovo di mira nella notte tra giovedì e venerdì da un massiccio attacco russo che ha fatto almeno 6 morti e 35 feriti. «Non ho sentito niente, mi sono solo ritrovata all’improvviso con i capelli in fiamme», ha raccontato all’Ap Mariia Kalchenko, una cittadina di Kiev scampata al bombardamento del suo palazzo. Stavolta Mosca ha lanciato 19 missili e 430 droni: le difese ucraine ne hanno abbattute 419, ma 23 testate sono arrivate a destinazione in 13 località, tra cui la capitale e Chornomorsk (Odessa), dove un drone ha ucciso due persone e ne ha ferite 7 in un mercato.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia per «un attacco calcolato, progettato per causare il massimo danno alla popolazione e alle infrastrutture civili», e ha denunciato che a Kiev sono stati colpiti edifici residenziali e anche l’ambasciata dell’Azerbaijan – una circostanza che ha spinto Zelensky a parlare con il presidente azero Ilham Aliyev e poi Baku a convocare l’ambasciatore russo. Il ministero della Difesa russo sostiene di avere mirato a «obiettivi del complesso militare-industriale e dell’energia, in risposta agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro obiettivi civili nel territorio della Russia».