Quando mancano poche ore al momento della verità, ovvero la pubblicazione dei conti di Nvidia, il ceo di Alphabet, Sundar Pichai, mette in dubbio la stabilità del settore dell'intelligenza artificiale. «Nessuna azienda sarebbe immune», nemmeno Google, se l'«euforia irrazionale» nel mercato dell'IA dovesse portare allo scoppio di una bolla di mercato, ha detto Pichai in un'intervista esclusiva alla Bbc.
Le sue parole hanno fatto riemergere i timori di una bolla e della possibilità che i finanziamenti miliardari fatti dalle big tech possano essere molto rischiosi e non portare i ritorni previsti. Per questo ieri le borse europee hanno chiuso la seduta sotto pressione, con le principali piazze ai minimi dell’ultimo mese: l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha lasciato sul terreno l’1,76%, mentre a Milano il Ftse Mib ha chiuso in rosso del 2,12%. Anche a Wall Street la seduta è stata caratterizzata da forti ribassi per il quarto giorno consecutivo, a causa dei timori e delle attese per i conti di Nvidia, che chiude la stagione delle trimestrali ma soprattutto darà un’idea dello stato di salute del settore: il colosso da 5.000 miliardi di dollari è diventato anche il principale investitore delle startup di IA generativa, cosa che fa temere agli analisti che il mercato sia stato iperstimolato attraverso un sistema circolare di finanziamenti reciproci tra i colossi dell’intelligenza artificiale. Nvidia ha perso il 9% questo mese, in attesa dei risultati trimestrali che arriveranno dopo la chiusura di stasera.













