All'indomani dei disservizi che hanno messo fuori uso una buona parte del web, Cloudflare rilascia maggiori informazioni sull'accaduto.
"Il problema non è stato causato, direttamente o indirettamente, da un attacco informatico o da attività dannose di alcun tipo", scrive sul sito ufficiale Matthew Prince, l'amministratore delegato della compagnia.
"È stato invece innescato da una modifica alle autorizzazioni di uno dei nostri sistemi di database".
Stando all'azienda, l'errore ha generato più voci in un file di funzionamento, raddoppiando le dimensioni e innescando delle misure di sicurezza che hanno bloccato la rete.
Come ammette lo stesso manager, la natura improvvisa dell'interruzione aveva portato i tecnici a sospettare un attacco criminale di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), che mira a paralizzare i sistemi di un'azienda, inondando di richieste gli indirizzi web che gestisce, da siti ad applicazioni.












