Si chiude con un’intesa ufficiale la controversia nata attorno alla cover di La mia storia tra le dita pubblicata da Laura Pausini. Dopo settimane di tensioni e dichiarazioni incrociate, la Warner Chappell – società editrice del brano – ha annunciato di aver «risolto positivamente con Gianluca Grignani e Massimo Luca la controversia nata dalla modifica del testo dell’opera nella versione pubblicata da Laura Pausini». Secondo quanto comunicato, l’accordo prevede che gli autori autorizzino la permanenza sul mercato della versione interpretata dalla cantante romagnola. «Tutte le parti esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto», conclude la nota dell’editore.
Le origini della disputa La vicenda era esplosa lo scorso settembre, quando Pausini aveva annunciato l’uscita della sua reinterpretazione del celebre brano del 1994. Prima ancora di ascoltare la cover completa, Gianluca Grignani aveva espresso forti dubbi sui social, manifestando perplessità circa presunte modifiche non autorizzate al testo. Dopo l’uscita ufficiale, il cantautore aveva dichiarato l’intenzione di procedere per vie legali, sostenendo che la nuova versione avesse alterato in modo significativo il senso originario della canzone. «Mi sono preso del tempo per riflettere», aveva scritto Grignani. «Quando ho realizzato che la parte semantica è stata stravolta a tal punto che la canzone stessa ha perso il suo significato, ho capito che non potevo restare in silenzio». L’entourage di Pausini aveva definito «ridicola» la polemica, mentre Warner Chappell Music Italiana aveva ribadito che la cantante disponesse delle necessarie autorizzazioni per la pubblicazione. Una versione contestata dagli autori, che avevano smentito di aver mai concesso permessi per modifiche al testo: «Nessuna autorizzazione […] è mai stata rilasciata dagli autori», si leggeva nella loro nota. La chiusura della querelle Nonostante le dichiarazioni pubbliche e l’annuncio di azioni legali, la situazione si è ora ricomposta grazie a un accordo extragiudiziale che mette fine alla disputa. La versione di Laura Pausini – incisa non solo in italiano ma anche in francese, spagnolo e portoghese – potrà quindi continuare a essere distribuita senza impedimenti. Una vicenda dai toni accesi che, per fortuna, trova un epilogo pacifico, con soddisfazione dichiarata da tutte le parti coinvolte.







