In un solo libro di centodiciannove pagine Pupi Avati riesce nella duplice impresa di raccontare il miracolo dell’innamoramento - che dell’amore è la parte più sorprendente ed eccitante - adagiato sul trono dei suoi 87 anni appena compiuti, un’età normalmente incline alla nostalgia che appanna il presente e oscura il futuro. In Rinnamorarsi. Cronaca di sentimenti veri e immaginari pubblicato da Solferino (per la nuova collana Notti bianche diretta da Isabella Borghese) il maestro del cinema italiano riavvolge la bobina della sua vita e rispolvera il passato senza annegare nell’onda dei ricordi ma per ritrovare il senso di ogni cosa.
Pupi Avati strappa la vecchiaia all’ineluttabilità della fine e le dona la possibilità dell’amore inatteso. E che cosa c’è di più imprevedibile e ardimentoso dell’innamoramento? È un libro intimo e universale, un testamento dell’anima che parla a ciascuno di noi. A partire dal titolo. In un’epoca in cui tutto si sostituisce e, con la stessa velocità con cui si cambia un elettrodomestico ci si innamora e poi ci si disinnamora, Avati racconta del suo ri-innamoramento, si è innamorato nuovamente della stessa persona, «di quella ragazza che mi incantò più di sessant’anni fa e che è tuttora mia moglie».






