PADOVA - Non è il PalaPartenope di Napoli, è il Gran Teatro Geox di Padova, tutt’altra musica. Altro che “Chi non salta, comunista è...”: qui finisce con “Man in the mirror” di Michael Jackson, rispettivamente la canzone del cuore di Alberto Stefani e, a sua insaputa, l’insegnante di inglese di Giorgia Meloni. Ma prima ci sono due ore di promesse dal palco e di applausi dalla platea, più di tremila gli elettori di centrodestra in poltrona e in piedi per l’evento (quasi) finale della campagna di Alberto Stefani: «C'è bisogno di fare gli ultimi cento metri insieme e li voglio fare insieme a tutti voi. Viva il Veneto: via per via, quartiere per quartiere, con umiltà e con coraggio andiamo a vincere queste elezioni regionali».

I simboli delle sei liste e lo slogan “Sempre più Veneto” sul maxi-schermo dallo sfondo azzurro, il colore predominante nello sventolio. Del resto i Fratelli d’Italia scendono dalle corriere e dai suv già muniti di apposite bandiere, vistosamente più numerose del bianco-blu di Lega Salvini Premier, per non dire del bianco-rosso-verde di Forza Italia, superato dallo scudocrociato dell’Unione di Centro, Qualche leone di San Marco, alcuni vessilli di Azione Studentesca e Universitaria.