PADOVA - La grande ruota panoramica griffata Aperol non doveva essere installata in Prato della Valle, sul lobo davanti alla basilica di Santa Giustina. Ma per la Procura si è trattato di un fatto di lieve entità. Così il pubblico ministero Benedetto Roberti, titolare delle indagini, ha chiesto al gip l’archiviazione del caso.
Il sostituto procuratore ha poi tenuto conto del tempo, solo pochi giorni, in cui è stata attiva l’attrazione pubblicitaria, e del fatto che i cinque finiti indagati sono tutti incensurati. I legali della difesa, tra loro gli avvocati Niccolò Zampaolo, Mario Bertolissi e Michele Godina, hanno presentato una memoria difensiva utile agli inquirenti per poi arrivare a chiedere l’archiviazione. Nei guai erano finti tre dirigenti comunali: Fiorita Luciano, 67 anni capo di gabinetto pro tempore; Marina Celi, 54 anni capo settore Suap e attività economiche; Salvatore Domenico Lo Bosco, 59 anni capo settore edilizia monumentale e sicurezza. Quindi Maria Alessandro Giorgio Govi, 52 anni e legale rappresentante della “2Night Spa” società che ha richiesto, commissionato e organizzato l’evento denominato “Aperol Together We Cheer”. E infine Gerky Parisi, 40 anni di Bergamo titolare della ruota panoramica.







