Pianificazione, diversificazione, ribilanciamento, disciplina. Un portafoglio costruito con queste caratteristiche dovrebbe far passare “indenni” gli investitori attraverso una (paventata) buriana dei mercati caratterizzati in questo periodo da massimi storici. E, visto che poi indovinare il market timing (il “momento giusto” per entrare nei mercati) potrebbe risultare generalmente inefficace e spesso dannoso, ogni investitore dovrebbe costruire un piano finanziario che include l’orizzonte temporale, il profilo di rischio e gli obiettivi, magari con l’ausilio di Etf a bassa volatilità o certificati con protezione parziale del capitale.

Insomma, per i consulenti finanziari interpellati le decisioni non devono essere dettate dall’improvvisazione, dall’emotività o dall’ultima notizia di mercato. Troppi aumentano l’esposizione azionaria quando tutto sale e la riducono quando prevale il panico: il contrario del buon senso. Andiamo con ordine.

Possibili strumenti

Per arginare le possibili perdite ci sono strumenti che bilanciano il portafoglio in modo da ridurre l’esposizione azionaria quando la volatilità cresce. «Si potrebbero utilizzare - spiega Fabrizio Taccuso, consulente finanziario e patrimoniale indipendente - Etf “low volatility” o “minimum variance” (cioè selezionano titoli con oscillazioni contenute), mentre gli Etf “equal weight” possono ridurre il peso delle grandi capitalizzazioni. Con logica difensiva ci sono poi coperture tattiche su indici o valute».