Prendere il treno. È quello che vorrebbe fare Anita Balistreri, studentessa di Giurisprudenza al primo anno, che a causa della Sma si muove in carrozzina. Purtroppo, per le persone con difficoltà motorie non è semplice. Per arrivare all’Università a Palermo, dove frequenta le lezioni ogni giorno, Anita deve prendere il treno alla stazione di Bagheria dove vive, ma la stazione non è abilitata al servizio di assistenza per passeggeri a ridotta mobilità (Prm) e questo significa che deve avere sempre un accompagnatore che l’aiuti a salire e scendere dal treno, a sistemarsi al suo posto e che l’accompagni agli ascensori per uscire dalla stazione.
Infatti, tutto questo a Bagheria Anita non può farlo se viaggia da sola, mentre può farlo alla stazione di Palermo centrale, dove trova gli addetti all’assistenza della Sala blu che stanno con lei finché il treno non parte. Questa situazione lede il suo diritto alla mobilità e all’istruzione perché, sottolinea, “l’assenza di questo servizio mi impedisce di usufruire liberamente e in autonomia dei collegamenti ferroviari. Attualmente, sono costretta ad attendere esclusivamente quei pochi treni che prevedono la presenza di personale in grado di assistermi per la salita e la discesa, o che hanno a bordo un servizio di assistenza mobile. Questa limitazione mi obbliga a dipendere da orari estremamente specifici e ristretti, il che comporta sistematicamente lunghe attese alla stazione, spesso ben oltre il necessario, con un notevole dispendio di tempo e un impatto negativo sulla mia routine di studio e sulle mie possibilità di frequentare integralmente le attività accademiche".






