Nel 2024 "hanno conseguito l'abilitazione 4.229 candidati per la professione di ingegnere e 1.383 candidati per quella di architetto, il minimo storico dall'introduzione dei settori e delle sezioni dell'Albo nel 2002, quasi la metà dei valori registrati nel periodo pre-Covid". Lo rileva il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri.

In particolare, si specifica in una nota, "il tonfo può essere attribuito solo in minima parte all'accresciuta selettività dell'esame di abilitazione (anche se il calo del tasso di successo è evidente, essendo sceso per gli ingegneri dal 88,1% del 2023 all'84,2%, per gli architetti dal 63,9% al 53,9%)", giacché, si osserva, "è proprio la libera professione a non risultare più attrattiva per i giovani laureati per una serie di motivi, tra cui il livello reddituale e gli oneri connessi alla gestione amministrativo-fiscale ed ordinistica".