Previsto da una direttiva europea, il sistema di deposito su cauzione per i contenitori di plastica monouso di bevande in Italia ha sempre trovato la strada in salita. Almeno fino adesso. Eppure, la logica è semplice: il consumatore acquista una bevanda e paga per il contenitore un’aggiunta al prezzo, di solito qualche centesimo, che gli viene restituita quando riporta l’imballaggio vuoto al rivenditore. Diciotto gli Stati europei che lo utilizzano, mentre altri dieci lo hanno previsto. A rilanciare il sistema del “resi” anche in Italia è ora il Partito Democratico con una proposta di legge (a prima firma della deputata Silvia Roggiani e sottoscritta anche dai deputati Evi, Simiani, Casu, Forattini, Girelli, Pandolfo, Ricciardi e Dori) presentata alla Camera dei deputati. Con loro il professor Enrico Giovannini direttore scientifico dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e i rappresentanti di diverse associazioni ambientaliste e della società civile impegnate nella promozione dell’economia circolare e nella lotta all’inquinamento da plastica. Tra loro Enzo Favoino e Silvia Ricci, coordinatori della campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto”. L’idea è di arrivare ad un testo condiviso con la maggioranza, ma le implicazioni politiche sono tutt’altro che semplici.