"Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo". Così dicevano Alice ed Ellen, le gemelle Kessler, unite oltre la fine, nella libera scelta del suicidio assistito e nella decisione sulla loro eredità.

Senza figli né nipoti, Alice ed Ellen Kessler avevano deciso, annunciandolo pubblicamente in un’intervista rilasciata al giornale tedesco Munchner Merkur, di destinare i loro averi a una serie di organizzazioni umanitarie che avevano selezionato – una a una – personalmente. “Medici Senza Frontiere, la Christoffel Blind Mission, Gut Aiderbichl, l’Unicef e l’Ordine di Malta”, avevano spiegato con serenità. Una sensibilità trasversale: dall’assistenza medica alle cause internazionali, dall’aiuto ai bambini alla protezione degli animali.

“Abbiamo scelto loro perché rischiano la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri”, spiegavano riferendosi a Medici senza frontiere, l'organizzazione internazionale fondata nel 1971 a Parigi, la cui missione è offrire assistenza medica dove c'è più bisogno. “Le ringraziamo profondamente – il commento di Laura Perrotta, direttrice generale della raccolta fondi di Msf – noi on accettiamo fondi pubblici, il loro lascito ci permette di portare avanti i nostri progetti anche nel futuro. È un modo molto bello e tenero di starci vicini”.