Unite fino alla fine, sul palcoscenico, nella vita di ogni giorno, e anche nell'ultimo momento. La storia di Alice ed Ellen Kessler comincia in una cittadina della Sassonia, Nerchau, nel 1936. Due bambine bionde, identiche, che imparano prestissimo a muoversi come se fossero un solo corpo, una sola linea in movimento. Alice ed Ellen crescono nella Germania che sta ricostruendo se stessa, è il palcoscenico a diventare la prima forma di libertà. Le ore passate nei corsi di danza del Teatro dell'Opera di Lipsia — ci arrivano da giovanissime — sono la porta d'ingresso in un mondo che già le osserva come qualcosa di raro. L'adolescenza la vivono all'ombra della Germania divisa, ma appena l'età lo consente scelgono di attraversare il confine e la loro vita cambia direzione. Si uniscono alle Bluebells, la compagnia internazionale del Lido di Parigi, dove il varietà è un linguaggio, una disciplina, quasi una religione. Parigi dà loro ciò che mancava: il ritmo giusto, la scena, il pubblico, la contemporaneità. È lì che affinano la perfezione dei movimenti speculari, la rapidità dei cambi di passo, quella presenza scenica che negli anni Sessanta diventerà il loro marchio.