La Sanità in Campania è stata commissariata per dieci anni, dal 2009 fino al dicembre 2019. Da allora, ormai sono passati sei anni, è rimasta «incastrata» in un piano di rientro dal debito. E proprio ad agosto il dicastero di Schillaci ha deciso che la Sanità regionale doveva rimanere commissariata nonostante il parere positivo del Ministero dell’Economia. I conti erano in ordine, mentre sotto il profilo «sanitario» due criteri su venti non erano stati rispettati. Quali? Il numero dei posti letto nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) ritenuti insufficienti, stesso discorso anche per quanto riguarda il numero degli screening oncologici effettuati. A quel punto la Regione si è rivolta al Tar campano che pochi giorni fa ha dato ragione a De Luca. Sentenza contro cui il Ministero ha già annunciato che presenterà appello al Consiglio di Stato sostenendo come nonostante la Regione soddisfi i requisiti richiesti dal nuovo sistema di garanzia dei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) risulti «ancora inadempiente su aspetti rilevanti che non consentono di certificare l’uscita dal piano di rientro».
E ora anche Report attacca De Luca per le bugie sulle liste d'attesa
Vedi Napoli e poi muori» recitava un vecchio adagio utilizzato da Goethe nel suo «Viaggio in Italia» per celebrare la bellezza della...









