PORDENONE - Lo stato di agitazione resta, per il momento, anche perché la vera sfida adesso è fare in modo che «non succeda mai più». È l'impegno su cui stanno lavorando i sindacati di categoria Fisascat Cisl e Uiltucs dopo il ciclone shutdown Usa, che ha travolto anche i dipendenti italiani della Base di Aviano. Lo stipendio che non era arrivato a fine ottobre per il 409 connazionali sul totale dei 726 impiegati sta per essere accreditato a ore.
Ma la soluzione, tra l'altro temporanea, di un'emergenza che non si era mai verificata fino ad ora impone una riflessione e un lavoro per il futuro. Per questo, al momento, resta lo stato di agitazione del personale civile non statunitense impiegato.
Ieri pomeriggio i sindacati italiani (Fisascat Cisl, UILTuCS) hanno incontrato la Jcpc (Joint Civilian Personnel Committee) (Commissione per il Personale Civile Misto) per parlare dell'argomento. «Ci hanno detto - spiega il coordinatore sindacale UilTucs Uil Angelo Zaccaria - che verosimilmente lunedì o martedì avremo gli stipendi: è vero che si è sbloccato tutto, ma ci vogliono i tempi tecnici perché tutto si rimetta in moto».
«Quello che preme - rimarca Zaccaria - e che ho sottolineato è che non succeda mai più quanto accaduto: c'è l'impegno da parte loro di interagire con i loro referenti negli Usa per evitare in futuro di essere coinvolti in questa cosa. I dipendenti italiani non c'entrano nulla: non era mai accaduto fino ad oggi che lo shutdown bloccasse anche i loro stipendi, è la prima volta in assoluto». E sottolinea che «lo stato di agitazione al momento rimane. Il 19 siamo a Roma per un coordinamento unitario: avremo le segreterie nazionali e decideremo il da farsi. Vediamo le proposte».






