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Ultimo aggiornamento: 20:22

L’Istat conferma il rallentamento dell’inflazione ad ottobre all’1,2% (era +1,6% a settembre). I dati definitivi danno l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) in calo congiunturale per il secondo mese consecutivo. L’Italia si tiene così sotto la soglia obiettivo della Bce, con una inflazione acquisita nel 2025 dell’1,6%. Ma restano le preoccupazioni sui prezzi dei beni di largo consumo e di prima necessità. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona – il cosiddetto carrello della spesa – pur rivisti al ribasso nelle stime definitive restano ampiamente sopra la media dell’indice generale, attestandosi a +2,1%, come i prodotti alimentari e bevande analcoliche che sono a +2,5% e quelli ad alta frequenza di acquisto a +2,1%. Ben sopra la media anche i prezzi dei servizi sanitari e spese per la salute, +1,5%.

Se sono in decisa decelerazione i prezzi degli energetici regolamentati, quelli delle bollette del cosiddetto “mercato tutelato” (da +13,9% a -0,5%) riservato ai cosiddetti “vulnerabili”- un bacino di famiglie molto ridotto – preoccupa anche l’andamento dell’inflazione di “fondo”, quella calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi. Che pur rallentando a +1,9% si mantiene di 7 punti base sopra l’indice generale.