La società non è più improntata alla cristianità ma questo non deve spaventare i cattolici.
Lo ha detto il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi all'assemblea dei vescovi ad Assisi.
"Affermando che la cristianità è finita si intende che la nostra società non è naturalmente più cristiana. Ma questo non deve spaventarci!", ha detto l'arcivescovo di Bologna.
"La fine della cristianità non segna affatto la scomparsa della fede, ma il passaggio a un tempo in cui la fede non è più data per scontata dal contesto sociale, bensì è adesione personale e consapevole al Vangelo". "Se quindi la cristianità è finita, non lo è affatto il cristianesimo: ciò che tramonta è un ordine di potere e di cultura, non la forza viva del Vangelo.
Per questo, non dobbiamo avere paura ma rinnovare il nostro impegno a essere testimoni gioiosi del Risorto. Non dobbiamo diventare mediocri, spaventati, paurosi nella paternità e nell'assumerci responsabilità, ma più evangelici e cristiani", ha esortato il cardinale.








