BOLOGNA – “In tanti Comuni e parrocchie avete fatto cose bellissime, una voce che fa sfuggire la logica dell’impotenza. In tutte le città ci sono lapidi che ricordano chi ha dato la vita per la comunità: non possiamo sciupare quell’eredità”. Il presidente della Cei e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, ospite dell’assemblea dell’Anci, è convinto che “i Comuni vanno molto bene con la parola pace: dobbiamo rifuggire quel che Papa Leone chiama ‘globalizzazione dell’impotenza’, l’idea che non si possa fare niente”.
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di Marco Bettazzi
"Costruire comunità, basta individualismo”
In questo momento di crisi a livello mondiale "dobbiamo preoccuparci tutti - ragiona ancora il cardinale - c'è molta più paura, più rabbia, più rassegnazione. E ci si chiude". Per questo diventa importante "costruire le comunità ed essere comuni di pace: vuol dire risolvere tanti conflitti che prendono spazio perché c'è più solitudine e più individualismo". In questo senso, esorta Zuppi, "abbiamo una straordinaria responsabilità: di ricostruire le reti, ricostruire il noi, di pensarci insieme”. Costruire comunità di pace, spiega ancora Zuppi, "deve essere locale, ma anche universale: non sono due termini in contraddizione. L'amore per il campanile è importante, sono le nostre radici. Ma se il campanile non è collegato agli altri, diventa un'isola. Chi ha un'identità chiara non ha paura di accogliere".









