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Ultimo aggiornamento: 18:23

Botta e risposta a In onda (La7) tra il segretario dela Cgil Maurizio Landini e il giornalista Paolo Mieli sullo sciopero generale del 12 dicembre contro la Legge di Bilancio 2026 del governo Meloni, ritenuta “ingiusta, sbagliata e insufficiente” perché non affronta le emergenze sociali e lavorative del paese.

Durante la trasmissione, Landini spiega le ragioni della contestazione: il mancato aumento dei salari e delle pensioni, l’innalzamento dell’età pensionabile, la precarietà nel lavoro, i tagli a sanità pubblica, istruzione e welfare, la mancanza di giustizia fiscale e il focus su misure che premiano i redditi alti (come rilevato da Istat, Banca d’Italia e Ufficio parlamentare di bilancio).

E aggiunge: “Questi non fanno altro che condoni fiscali, ora in manovra hanno infilato il quindicesimo condono. Ormai raccontano balle. Non avevano un promesso che se vincevano le elezioni loro avrebbero cancellato la Fornero? Bene, hanno aumentato l’età pensionabile, non hanno fatto la pensione di garanzia per i giovani, addirittura hanno tolto “Opzione donna” e quelle forme di flessibilità che possono aiutare coloro che fanno i lavori più gravosi. Questi stanno facendo cassa, come sempre sui lavoratori dipendenti e sui pensionati“.