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La sorella del giudice: "Doveroso ricordare che a parlare per lui sono i suoi scritti e il suo lavoro, non interpretazioni o addirittura interviste mai esistite"

Alla fine Maria Falcone è scesa in campo e ha deciso di mettere - o almeno di provarci - la parola fine all'infinita corsa a tirare per la giacchetta il fratello Giovanni. Una dichiarazione netta e chiara che solo per i malpensanti si potrebbe prestare a esegesi.

"Negli ultimi giorni ho ascoltato troppe voci sulla riforma della giustizia e soprattutto a proposito della separazione delle carriere. Trovo di cattivo gusto che si continui a tirare in ballo mio fratello Giovanni, utilizzando il suo nome per sostenere posizioni che lui non può commentare, né confermare, né smentire. Lo trovo profondamente scorretto e irrispettoso verso la sua memoria", tuona la sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. Che poi continua: "Giovanni Falcone non può replicare e credo sia doveroso ricordare che a parlare per lui sono i suoi scritti e il suo lavoro, non interpretazioni o addirittura interviste mai esistite". Ecco, far parlare i suoi scritti e il suo lavoro, che sono tra l'altro contenuti in un testo che abbiamo più volte citato dal titolo "Interventi e proposti (1982-1992)" edito da Sansoni Editore in collaborazione proprio con la Fondazione Falcone.