La strategia rimane acquisire attivi immobiliari e crediti ipotecari con l’obiettivo di finanziare lo sviluppo di nuovi progetti immobiliari tramite strumenti di debito subordinati. Con un target di raccolta - sui nuovi fondi in apertura nel 2026 - tra 600 e 700 milioni.
Dopo una parziale riapertura - per un totale di raccolta di 280 milioni - cresce la pipeline di operazioni immobiliari del secondo fondo Banor Special Situations II, con cinque operazioni all’attivo (per 130 milioni già investiti) e tre in corso, concentrate sui mercati-chiave: UK, Spagna e Italia.
«Negli ultimi due anni - spiega Lorenzo Guidi, portfolio manager dei fondi Banor Capital Special Situation I e II - abbiamo portato a termine sette transazioni e impiegato il 70% del capitale raccolto. Entro la prima metà del 2026, lo avremo impiegato tutto. Attualmente, le attività in corso sono tre. La prima riguarda un’operazione di preferred equity da circa 40 milioni, per sostenere l’acquisto, il programma di investimenti e la successiva gestione di un portafoglio preesistente di hotel nel Regno Unito (per un totale attivi di circa 300 milioni). Si tratta, complessivamente, di otto strutture, distribuite tra Londra e l’area “regional”, tutti di taglia medio-piccola con un posizionamento medio-alto. Una grande opportunità se si considera che la dimensione delle strutture agevola un’eventuale exit strategy. La seconda operazione riguarda, invece, un finanziamento mezzanino per la costruzione di uno studentato da 600 posti letto vicino a Madrid, per un totale di 10 milioni. Il terzo riguarda l’Italia, un investimento preferred equity da circa 15 milioni per finanziare l’acquisizione e lo sviluppo di un complesso residenziale tradizionale (costruzione, frazionamento e vendita di unità abitative) a Firenze». Una scelta, quella della città toscana, non casuale. «Il mercato residenziale di Firenze è relativamente piccolo ma dinamico. C’è una forte domanda, soprattutto internazionale, di prodotto nuovo - tecnologico, efficiente sotto il profilo energetico, immerso nel verde - e una grande carenza di offerta, con meno operatori in grado di soddisfarla».







