BOLOGNA – Lo chef Cesare Marretti, titolare di tre attività di ristorazione a Bologna, dice di essere vittima di "accanimento amministrativo", a suo dire punitivo, dopo i numerosi e ripetuti controlli di Nas, Ausl e Polizia locale, nel corso dell'anno, nei suoi locali, che hanno portato anche a provvedimenti di sospensione. Per questo invita la stampa, per mercoledì 19, nel desiderio di esporre "con trasparenza e rispetto verso le istituzioni e verso la città, una situazione che nel 2025 ha colpito in modo significativo la sua azienda, i dipendenti e le famiglie". La ripetitività dei provvedimenti "ha creato una pressione non più sostenibile, mettendo a rischio la continuità aziendale e la serenità dell'intero organico", oltre 40 lavoratori coinvolti.
I controlli, dice, "sono necessari e doverosi, chi lavora nella ristorazione ha il dovere di garantire sicurezza alimentare e trasparenza, ma esiste un principio fondamentale: la proporzionalità dell'intervento". Nel suo caso, in più occasioni, la sospensione dell'attività, afferma, "è scaturita da situazioni che, pur richiedendo un intervento, non rappresentavano rischi sanitari tali da giustificare chiusura immediata", come "presenza di ruggine facilmente rimovibile dopo la chiusura del servizio, scaffalature con residui di polvere a molti metri di altezza, confezioni di olio mancanti l'etichetta del fornitore (ma accompagnate da regolare fattura tracciatile), necessità di aggiornare alcune procedure Haccp pur con prodotti sicuri e congelati correttamente."







