Campione del mondo Endurance. È semplicemente Alessandro Pier Guidi.

Quattro mondiali e undici titoli in carriera, il più bello è sempre l’ultimo?

«È difficile dire quale sia perché onestamente vincere quatto campionati del mondo è una cosa fantastica. Se devo proprio scegliere direi due: il primo (2017) perché è un po’ come il primo amore che non si scorda mai, il secondo è quello di quest’anno perché è un’altra volta il primo, questa volta quello assoluto con l’hypercar scrivendo una piccola pagina di storia della Ferrari, una mezza impresa che da tanti anni si aspettava».

Ripercorriamo la stagione 2025 nel Wec: il momento più esaltante e quello che l’ha più sconfortata?

«Nel 2025 ci sono stati tanti momenti belli specie nella prima parte della stagione, forse quello che ricordo con più piacere è stata la gara di Spa dove non avevamo iniziato nel migliore dei modi specie nelle prove mentre in gara andavamo fortissimo: una grande battaglia in pista, una strategia perfetta e siamo riusciti a vincere una gara che è stata decisiva. Più che sconfortante direi che la gara che mi ha lasciato più l’amaro in bocca è stata quella di Austin: pensavamo di fare parecchi punti e invece per un contatto da niente che ha tagliato una gomma ne abbiamo persi tantissimi. È stata una botta per il campionato e mi era rimasto un po’tutto sullo stomaco: ci ho pensato a lungo anche se non penso che avrei potuto fare qualcosa di diverso».