MILANO. È stata una domenica tragica sulle strade, funestata da incidenti. Forse il più grave è quello che è avvenuto a Milano, con un morto e tre feriti: il conducente di una delle due auto coinvolte, che non aveva la patente, ha fatto finta di essere un soccorritore, ma è stato smascherato da un testimone, dalle telecamere e da altri elementi raccolti dalle forze dell'ordine; da verificare anche la posizione dell'altro guidatore, risultato positivo al pre-test antidroga. Questo in base alle prime risultanze di ieri sera, che attendono riscontri.

L'incidente è avvenuto in viale Fulvio Testi, periferia Nord di Milano: qui un Suv Mercedes classe G si è scontrato perpendicolarmente con una piccola Opel Corsa. Nell'impatto sono rimasti feriti gravemente due passeggeri del Mercedes. Il più grave è risultato un ragazzo di 20 anni, nato a Milano, che dopo essere stato rianimato in strada è stato portato all'ospedale Niguarda, dove ha subìto un intervento d'urgenza ma è morto qualche ora dopo. Il ragazzo si chiamava Pietro Silva Orrego, il padre è medico e fino a qualche anno fa lavorava proprio nell'ospedale dove il figlio è deceduto.

Ferita anche una trentenne che viaggiava su Suv, pure lei milanese, ricoverata in prognosi riservata al Policlinico. Meno le gravi le condizioni del quarto passeggero di 23 anni, assistito in codice giallo al pronto soccorso del San Raffaele. Diversamente dalle altre persone sul Suv, il conducente è rimasto illeso, e quando sono arrivati gli agenti della polizia locale per i rilievi ha finto di essere un soccorritore. «Ero appena sceso dal tram quando c'è stato l'incidente e ho provato a prestare i primi soccorsi», ha detto, anche per giustificare la presenza di tracce di sangue sui vestiti. Ma il suo racconto è stato presto smentito.