Uno scivolone dietro l’altro. Dopo il gozzo ormeggiato al centro dell’Aeronautica nel porto di Nisida ad un prezzo agevolato, per Roberto Fico scoppia anche il caso della casa condonata nel 2017 a San Felice Circeo. Non ci sarebbe niente di male ad aver usufruito di una sanatoria, se non fosse che l’ex presidente della Camera, oggi candidato del campo largo a governatore in Campania, negli ultimi giorni si sta scagliando con particolare enfasi contro la proposta di condono inserita dal centrodestra nella manovra in discussione al Senato. E intanto nel centrosinistra è un tutti contro tutti: Vincenzo De Luca contro Clemente Mastella, i grillini duri e puri anche loro contro Mastella, i comunisti che sbeffeggiano Fico per essersi rimangiato le invettive contro De Luca. Insomma più che un campo largo sembra un campo minato. Ma andiamo con ordine. Partiamo dal condono. La Verità ieri ha riportato la notizia della sanatoria dell’immobile di cui Fico è comproprietario con la sorella che risale all’8 agosto 2017, in particolare per «il cambio di destinazione d’uso del garage ad abitazione». Fu il precedente proprietario negli anni ’80 a presentare per primo la domanda di regolarizzare le difformità edilizie. Ed è proprio questo l’aspetto a cui si appiglia l’ufficio stampa del candidato del centrosinistra: «In riferimento a quanto dichiarato dal senatore Rastrelli e pubblicato dal quotidiano La Verità si precisa, come già fatto circa dieci anni fa, che la richiesta di sanatoria non è stata fatta dal presidente Fico né dalla sua famiglia, bensì dal precedente proprietario della casa di San Felice Circeo negli anni ’80. È quindi semplicemente falso sostenere che il presidente Fico abbia richiesto un condono o una sanatoria».