“Ecco Torella oggi, quando ci avviciniamo non si alza più di scatto, ed è già meno guardinga. In pochissimo tempo questo è un ottimo risultato”. Queste parole accompagnano le immagini di una vitella che si guarda intorno coricata sul prato del rifugio Jill Phipps ad Albugnano, in provincia d’Asti. I suoi occhi non sono più spaventati come quando correva per le strade di Leini, in provincia di Torino, in fuga dal macello a cui era destinata. Sono passati solo quattro giorni dal suo arrivo e Torella sembra aver capito che non deve più temere per il suo destino. Per lei è iniziata una nuova vita, per sempre.

La fuga da un triste destino

La storia di Torella, almeno quella che l’ha resa celebre, è iniziata l’11 ottobre scorso. La vitella, scambiata per un toro, era fuggita mentre la stavano portando al macello. La paura l’ha portata a tentare il tutto per tutto. Una corsa disperata per le strade di Leini. Una libertà durata poche ore prima che venisse ricatturata con il lazo, sedata e riportata nell’azienda agricola da dove era partita.

L’appello del sindaco: “Graziatela”

Ore di preoccupazione che hanno lasciato spazio all’empatia con la storia dell’animale. Fra tutti quella di Luca Torella, il sindaco di Leini, che ha pubblicato un post sui social dove ha chiesto la “grazia” per la vitella: “In molti, in moltissimi, hanno visto in quella fuga il tentativo estremo di salvarsi la vita, e in molti, in moltissimi, vorrebbero sapere che quel tentativo, disperato, è stato coronato da successo”. E così il primo cittadino aveva rivolto un appello diretto all’azienda agricola: “Posso evidenziare che una decisione che vada in tal senso, ovviamente con modalità e problemi cui bisognerà trovare soluzioni (anche in maniera congiunta laddove necessario), non potrebbe che ingenerare un moto di simpatia nei confronti suoi e della sua attività, nonché - inutile negarlo - una grande pubblicità del tutto gratuita. Confidando che si possa concretizzare un tale proposito, Le porgo i miei più sentiti saluti”.