PADOVA - «Alberto Stefani otterrà oltre il 60% dei consensi dei veneti e la Lega sarà il primo partito». «Luca Zaia porta in dote una esperienza che va oltre la Regione, lasciamo a lui decidere se rimanere in Veneto o portare il Veneto a Roma». «Vannacci? Sicuramente una risorsa, la Lega è un movimento che vede tante posizioni diverse convivere pacificamente al suo interno». E ancora: «Per il nuovo sindaco di Venezia siamo aperti al confronto costruttivo con gli alleati. Per Padova abbiamo diversi possibili candidati».
Così il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, ieri mattina in visita all’ex base militare di Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova, balzata alle cronache per essere stata il centro di accoglienza temporaneo dei migranti tra il 2015 e il 2018, poi set cinematografico per una serie tv diretta dal regista Luca Guadagnino e da qualche settimana punto di riferimento per chi si trova ad affrontare l’emergenza abitativa. Salvini ha ricordato di essere stato più volte, da titolare degli Interni, a Bagnoli: «Ci sono sempre venuto per affrontare situazioni difficili, come il sovraffollamento o la difficile convivenza con chi vive nel territorio. Sono felice di esservi tornato per visitare le stanze da letto, la cucina, la biblioteca e la lavanderia, luoghi accoglienti per chi è in difficoltà per il problema abitativo». Accompagnato dal candidato presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, e dallo stato maggiore della Lega, con i sottosegretari Andrea Ostellari e Massimo Bitonci, la deputata Arianna Lazzarini, i sindaci di Bagnoli e Arzergrande, Salvini si è sottoposto ad un fuoco di fila dei media sull’attualità, non prima di aver fatto gli auguri di buon compleanno al suo vicesegretario federale Stefani, che ieri ha compiuto 33 anni. «La Lega sarà il primo partito in Veneto, Stefani vincerà con più del 60% e il 24 pomeriggio sarà già al lavoro sulla Giunta per proporre la squadra migliore».






