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Ultimo aggiornamento: 15:58
L’inchiesta “Midas” continua a imperversare sul governo di Kiev e Volodymyr Zelensky avvia un vasto riassetto del settore energetico. Il presidente ucraino ha annunciato un ampio pacchetto di misure per rinnovare la gestione delle principali istituzioni energetiche statali, in risposta allo scandalo di corruzione che la scorsa settimana ha coinvolto figure ai vertici del comparto, alcune delle quali molto vicine alla sua figura. Dalla Grecia, dove si trova in visita ufficiale per firmare un accordo con Atene per la fornitura di gas all’Ucraina, il capo dello Stato ha comunicato di aver incaricato il governo di procedere a un “reboot completo” del sistema, con interventi legislativi urgenti, sostituzioni ai vertici e nuovi requisiti di trasparenza.
Una prima decisione riguarda la Commissione nazionale per la regolamentazione dell’energia e dei servizi pubblici (NERC). Zelensky ha chiesto al Consiglio dei ministri di presentare alla Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, un disegno di legge urgente per rinnovarne la composizione, ritenuta cruciale per ristabilire la fiducia nel settore.
Un altro capitolo riguarda gli organismi di supervisione: verranno rinnovate la leadership dell’Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare e dell’Ispettorato statale per la supervisione energetica, due strutture chiave per la sicurezza e il controllo dei processi industriali. Parallelamente, il premier ha dato incarico di proporre un nuovo direttore per il Fondo statale per la proprietà dell’Ucraina, incaricato di gestire vaste quote del patrimonio pubblico.












