Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il ct: "Taccio sennò sono piangina. Giovedì fischi ma pure minacce di morte, lo rispetto ma non ha visto la gara in tv"

Per l’orgoglio, certo. E per capire a che punto si è arrivati realmente, dopo lo 0-2 moldavo. Mettere in fila le motivazioni è l’esercizio utile per sfidare la Norvegia, ora che c’è da riderci su nell’ipotizzare il 9-0 che servirebbe per evitare i playoff (prima sfida a Bergamo il prossimo 26 marzo, la seconda il 31 - se sarà in casa probabilmente a Roma). E infatti Dimarco, presentando il match a Milanello, come Gattuso scuote la testa e fa una smorfia che a un sorriso assomiglia. Perché è la leggerezza quella che il ct sceglie per preparare l’ultimo match prima degli spareggi, quelli che già in due occasioni hanno bocciato le speranze mondiali. Arrivare al terzo «con la paura non si può, perché pallone e maglia peserebbero un chilo».

Alleggerire è quindi la parola d’ordine. Soprattutto dopo lo 0-2 in Moldova e il doppio tackle dialettico che ne è seguito. Con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che aveva stigmatizzato la parola “vergogna” scelta dal commissario tecnico per commentare la contestazione dei tifosi a Chisinau. «Rispetto quello che dice La Russa - è il ringhio di Gattuso - ma sinceramente non so dove lui si trovasse durante la partita: sicuramente non allo stadio, forse neanche davanti alla tv. Perché anche lì si sono sentite le parole che ci hanno rivolto: qualcosa di più grave di semplici fischi, c’era gente che ci augurava la morte».