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Ultimo aggiornamento: 8:53

Ypsilanti, Michigan: una piccola città incastonata nella regione dei Grandi Laghi, a un pugno di chilometri (circa 40 minuti di macchina) da Detroit, il cuore dell’industria automobilistica made in Usa. “Ypsi”, un nomignolo diffuso tra i cittadini, è cresciuta all’ombra della capitale mondiale dell’auto. Detroit ha dato i natali a conglomerati – come le “Big Three”: Ford, General Motors e Chrysler – che, sullo sfondo del secondo dopoguerra, hanno dominato il mercato globale. Trascinandosi dietro l’intera regione: ogni città dell’area, inclusa Ypsilanti, ha assunto un ruolo nella filiera, come tanti satelliti che orbitano attorno alla casa madre.

Quell’era è finita da un pezzo però “Ypsi”, che raggiunge a stento i 20mila abitanti, fatica a voltare pagina. La città celebra i fasti del passato con mostre, monumenti e musei (come l’”Automotive Heritage Museum”). Ma un giorno il “futuro” ha bussato alla porta; per i cittadini ha le sembianze di un orrendo mostro high tech – alto dodici, massimo quindici metri – che rumina energia e sbuffa calore. Lo ha messo nero su bianco il fior fiore della comunità scientifica americana: “l’Università [del Michigan, ndr] sta attualmente valutando la fattibilità di ubicare la struttura in Ypsilanti Township”.