«L’esorcismo non è né folklore né superstizione, ma un “sacramentale” riconosciuto, affidato a sacerdoti autorizzati», afferma lo storico del cattolicesimo Yves Chiron, autore del saggio Esorcisti. Venti secoli di lotte contro il diavolo (Piemme). Un “sacramentale”, ossia un rito sacro che agisce «per la forza della Chiesa». La figura dell’esorcista, l’uomo di Dio capace di opporsi a Satana, al Male stesso è più attuale che mai. Due millenni di grandi esorcisti: da Gesù fino a padre Gabriele Amorth, passando per san Martino di Tours e Heinrich Kramer, autore del Malleus Maleficarum, icelebre e famigerato trattato contro la stregoneria.
Dietro i simboli occulti e il filone demoniaco c’è voglia di trascendenza
Come è cambiato nei secoli l’insegnamento della Chiesa sull’esorcismo?
«La Chiesa ha sempre combattuto il demonio. Con i mezzi ordinari: la preghiera, il digiuno, i sacramenti, e con un mezzo straordinario: l’esorcismo. Cristo è stato il primo esorcista. Le formule di esorcismo si sono diffuse fin dai primi secoli, prima che alcune fossero raccolte nei libri liturgici a partire dal IX secolo. Poi il Rituale Romano promulgato da Paolo V nel 1614, dopo il Concilio di Trento, ha incluso un rituale di esorcismi che è stato in uso nella Chiesa per secoli. Un nuovo Rituale degli esorcismi è stato promulgato da San Giovanni Paolo II nel 1999, senza però abolire il precedente».







